Pierino e il Lupo con Enrico Lo Verso per la regia di Francesco Branchetti al Teatro Sannazaro di Napoli
Debutta oggi in prima nazionale lo spettacolo Pierino e il lupo, una delle opere più celebri e amate di Sergej Prokofiev, destinata a intraprendere una tournée che toccherà tutta Italia. Un classico del Novecento che torna in scena in una veste contemporanea, capace di parlare al pubblico di oggi senza tradire la forza poetica dell’originale.
Sul palco del Teatro Sannazaro di Napoli, accanto a Enrico Lo Verso, troviamo Samanta Chieffallo, Margherita Pelanda, Daniela Savoldi e Raffaella Zappalà, diretti dalla regia di Francesco Branchetti. Le videoart di Emanuele Rossi dialogano con la musica e la parola, trasformando la scena in uno spazio vivo, immersivo, in continuo mutamento.
Pierino e il lupo nasce nel 1936 come favola musicale per attore e orchestra. Prokofiev la presentò per la prima volta a Mosca in un concerto dedicato ai ragazzi, suscitando immediatamente grande interesse sia nel pubblico sia nella critica. Da allora, quest’opera è diventata uno straordinario strumento di educazione all’ascolto, capace di avvicinare generazioni intere alla musica sinfonica.
La storia è semplice e universale: Pierino, con l’aiuto di un piccolo uccellino, riesce a catturare un lupo temuto da tutti. Ma è la struttura musicale a rendere la favola unica. L’attore dà voce al racconto, mentre l’orchestra commenta ogni scena, svela emozioni, anticipa azioni, disegna i caratteri dei personaggi: Pierino, l’uccellino Sasha, Sonia l’anatra, il gatto Ivan, il Nonno, il Lupo, i cacciatori. Ognuno vive attraverso un tema musicale e uno strumento preciso, in un raffinato intreccio tra narrazione e suono.
Come spiegava lo stesso Prokofiev, in questa fiaba ogni personaggio è riconoscibile non solo per ciò che fa, ma per come suona. È una lezione di musica, ma anche di immaginazione.
La regia restituisce a Pierino e il lupo la sua straordinaria capacità di incantare, giocando con equilibrio tra parola, suoni orchestrali, luci e colori. Accanto alla dimensione fiabesca trovano spazio anche la malinconia, la comicità e la tenerezza. Luci, videoart e azione mimica non sono semplici elementi scenici, ma veri e propri protagonisti del racconto, capaci di dare corpo e anima a personaggi, animali e atmosfere. Ne nasce un viaggio poetico e sensoriale, un mondo incantevole che, con disarmante semplicità, ci riporta al ciclo naturale della vita e della natura, ricordandoci che la meraviglia è ancora un linguaggio possibile.

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