Tutto sui sistemi agrosilvopastorali: due giorni di convegno ad Agripolis dell'Università di Padova e in Azienda dimostrativa «Sasse Rami»
L’agroforestazione (agroforestre) o agroselvicoltura è l’insieme dei sistemi agricoli che vedono la coltivazione di specie arboree e/o arbustive perenni, consociate a seminativi e/o pascoli, nella stessa unità di superficie. Tali sistemi rappresentano la più comune forma di uso del suolo nei paesi della fascia tropicale ed equatoriale.
Nei paesi ad agricoltura intensiva, quali quelli dell’UE, a partire dagli anni ‘50-‘60 dello scorso secolo, la meccanizzazione agricola e la tendenza alla monocoltura hanno determinato una drastica riduzione dei sistemi agroforestali che erano invece la norma in passato (seminativi arborati, pascoli arborati).
Sistemi tradizionali sono ancora presenti in vaste aree dei paesi del Mediterraneo, tra cui l’Italia, soprattutto nelle aree più marginali e meno vocate all’agricoltura intensiva.
In questi primi mesi di avvio della nuova programmazione del Piano Strategico Nazionale (PSN), venerdì 31 marzo alla Corte Benedettina dell’Università degli Studi di Padova, e poi sabato 1 aprile in Azienda dimostrativa «Sasse Rami» di Veneto Agricoltura si terranno due giornate di incontri, dal titolo “Primi colloqui sui sistemi agrosilvopastorali in Veneto” che rispondono al crescente interesse professionale e scientifico verso il tema dell’agroforestazione, attraverso focus tecnici e networking fra gli operatori del settore.
I sistemi agroforestali rappresentano un modello produttivo resiliente ai cambiamenti climatici grazie alle interazioni positive tra alberi, arbusti, colture erbacee (cereali, orticole e leguminose) e il pascolo di animali sulla stessa superficie agricola. Diffusi da secoli, questi sistemi sono stati progressivamente abbandonati a partire dagli anni sessanta lasciando spazio a sistemi produttivi monoculturali e intensivi propri dell’agricoltura convenzionale. Nell’ultimo decennio, l’esperienza di numerosi agricoltori e la comunità scientifica, sia a livello nazionale che internazionale, ha riconosciuto il potenziale dei moderni sistemi agroforestali nel saper rispondere alle esigenze produttive e di diversificazione del reddito d’impresa, assicurando nel contempo numerosi servizi ecosistemici, come la conservazione delle risorse idriche e il mantenimento della biodiversità.
L’Università degli Studi di Padova, e in particolare i Dipartimenti Territorio e Sistemi Agro-Forestali (TESAF) e al Dipartimento Agronomia, Animali, Alimenti, Risorse naturali e Ambiente (DAFNAE) con Veneto Agricoltura, propone per prima a livello nazionale un confronto tra esperti del settore e imprese agricole, qualificandosi quale centro di riferimento in Italia per la ricerca, l’innovazione e il trasferimento delle conoscenze in agroforestazione.
Venerdì 31 marzo alla Corte Benedettina dell’Università degli Studi di Padova, via Roma 34 a Legnaro (PD) dalle ore 14.00 interverranno, dopo i saluti di Vincenzo D’Agostino, direttore TESAF, Gianni Barcaccia, direttore DAFNAE, e Giustino Mezzalira, direttore di Innovazione e Sperimentazione di Veneto Agricoltura, esperti del settore su strumenti pubblici e privati, esperienze nazionali ed estere, prospettive alla luce del PNRR in tema di agroforestazione e si anticiperanno le traiettorie del primo congresso nazionale sull’agroforestazione di AIAF da parte del presidente Alberto Mantino.
Sabato 1 aprile dalle ore 9.00 in Azienda dimostrativa «Sasse Rami» di Veneto Agricoltura, via Verdi 39 a Ceregnano (RO), si terranno alcuni focus sulla filiera del pioppo, colture erbacee nei sistemi silvoarabili, cloni, tecniche e opportunità per l’agroforestazione.

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