Geoportale della Cultura Alimentare

Geoportale della Cultura Alimentare


Dall'idea alla realizzazione di un Geoportale interamente dedicato alla cultura alimentareE' diventato realtà il progetto del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo basato sulla necessità di dare concretezza alle ragioni che hanno consentito il 16 novembre 2010 a Nairobi la proclamazione della Dieta Mediterranea, Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità, candidatura allora condivisa dall’Italia con Spagna, Grecia e Marocco.

Il Geoportale della Cultura Alimentare è, dunque, il risultato di una ricerca condotta dall'Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo per e con il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, al fine di sperimentare un percorso di analisi critica e di catalogazione innovativa dei dati di cultura popolare con particolare riferimento alla tematica del cibo
Dal 2016 è in corso una collaborazione con le Regioni – prima ad aderire il Friuli-Venezia Giulia – per ampliare la base degli archivi digitali sottostanti il Geoportale.

In sostanza, il Portale consente a banche dati diverse per tipologia e profondità di informazione di dialogare all'interno di una stessa piattaforma. 
Le banche dati sono costituite da schede di beni materiali, da fotografie, da video e da audio che descrivono con puntualità e dettaglio il singolo bene, bene che nel caso del patrimonio etno-antropologico si estende anche ad intere comunità. 
Le banche dati trovano, in questa sperimentazione, la possibilità di collegarsi organicamente con le altre, conservando da un lato l'originale autonomia, dall'altro trovando le ragioni collettive per assumere una nuova e più estesa identità scientifica.
Accanto a questo lavoro, volto a ridare nuova vita a dati che non sempre, se analizzati da soli, riescono ad esprimere la loro potenzialità contenutistica e relazionale, una autentica innovazione sta nella sperimentazione di campo volta a verificare un modello di narrazione oggi sempre più richiesto dal mondo della cultura e dell’economia. 

I primi risultati acquisiti integrano l’indispensabile lavoro di schedatura a cui il Ministero deve istituzionalmente attendere al fine di individuare, catalogare, archiviare e valorizzare i saperi di cultura popolare, con video narrazioni di non più di tre minuti di durata. 
Il video, con alcuni semplici accorgimenti multimediali, riesce a consegnarci una complessa e articolata narrazione del bene culturale, contenente fondamentali informazioni che servono a definirne la geo-territorialità e i dati che, a partire dal testimone-narratore, diventano dati di struttura. 
A questo si aggiungono i patrimoni digitali provenienti dalle Regioni italiane.

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