Secondo appuntamento della stagione con "Leggere la scena - sguardi e strumenti per comprendere il contemporaneo" nel Foyer del Teatro dell'Unione di Viterbo



Oggi, 30 ottobre, alle ore 18:30, nel Foyer del Teatro Unione di Viterbo, il secondo appuntamento della stagione con "Leggere la scena - sguardi e strumenti per comprendere il contemporaneo". Al centro dell'incontro  𝐅𝐀𝐕𝐎𝐋𝐀 𝐒𝐈𝐒𝐌𝐈𝐂A di Matteo Caniglia, studio su testo a cura di Fabiana Iacozzilli. 

Leggere la scena è un progetto ideato per offrire al pubblico nuovi strumenti critici e interpretativi utili alla comprensione dei linguaggi della danza e del teatro contemporaneo. Attraverso i diversi appuntamenti che coniugano la messa in scena di spettacoli con momenti di dialogo diretto tra artisti e spettatori, l’iniziativa intende stimolare una partecipazione più consapevole e attiva al processo di fruizione artistica.

Dopo ogni rappresentazione in cui verrà proposta al pubblico una selezione di scene o estratti significativi dello spettacolo, sarà aperta una conversazione tra il pubblico e gli artisti coinvolti, volta a svelare i meccanismi drammaturgici e i processi creativi che stanno alla base della costruzione dello spettacolo.

In particolare, con Favola Sismica ci ritroviamo sul confine tra Russia e Finlandia. La geologa Mira Totinen scopre il corpo di un bambino in una grotta naturale. Intorno al ritrovamento, animali scomparsi, un terremoto di origine ignota e un cacciatore che sembra conoscere fin troppo bene le storie del luogo compongono un paesaggio in cui mito, religione e paganesimo interrogano la natura, la famiglia, la possibilità di credere.

Il cantiere si intrufola nelle pieghe di questo immaginario, là dove la parola conserva i sedimenti di ciò che l’ha nutrita. Materiali, immagini, suggestioni, anche quelle rimaste ai margini della stesura, tornano a circolare nell’incontro. Lo sguardo di Iacozzilli ne intercetta le tracce, le mette in movimento, le consegna ai corpi e alle voci degli interpreti. Sotto lo sguardo di Matteo Caniglia, la scrittura reagisce, si lascia interrogare, scopre altre tensioni. La drammaturgia si compone della reciprocità di questo passaggio.

Aprire il cantiere al pubblico è rendere attraversabile questa materia ancora febbrile, coglierla nel momento in cui prende forma portando con sé ciò che l’ha generata e ciò che ancora può modificarla. Una forma provvisoria, esposta all’incontro. Chi guarda entra nel tempo della creazione, tra le tracce che affiorano e le possibilità che restano in fermento.


Biglietti disponibili presso il botteghino del teatro
Per informazioni: teatrounioneviterbo@gmail.com | tel: 388 9506826.

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