di Milena Borsacchi)---Con la scomparsa di Sandro De Palma, il mondo culturale e musicale italiano perde non solo un interprete di straordinaria grandezza, ma un vero e proprio custode della bellezza e un maestro di profonda umanità.
Nato a Cicciano, in provincia di Napoli, nel 1957, De Palma si era formato sotto la guida di giganti della scuola pianistica come Vincenzo Vitale e la grande Nikita Magaloff. Ha esordito precocemente all'età di 9 anni eseguendo musiche di Bach, Chopin e Schubert ottenendo importanti riconoscimenti internazionali, tra cui il primo premio al prestigioso Concorso Internazionale Alfredo Casella di Napoli a 19 anni ed il premio della Bruce Hungerford Foundation di New York a 21 anni, che gli ha permesso di debuttare alla Carnegie Hall.
Ma limitarsi al suo curriculum concertistico vorrebbe dire raccontare solo metà della storia. Sandro De Palma è stato un intellettuale a tutto tondo, animato dal desiderio costante di divulgare e condividere la musica d'arte.
In qualità di direttore artistico e fondatore nel 2000 dell’Associazione Musicale Muzio Clementi, ha saputo trasformare la passione per la grande tradizione classica in progetti culturali vivi, aperti ai giovani e capaci di dialogare con le diverse forme d'arte: dalla letteratura al teatro, fino alle arti visive. Credeva fermamente che la musica classica non dovesse rimanere chiusa nelle torri d'avorio degli auditorium, ma che dovesse abitare la società, curare le ferite dell'anima e parlare al cuore di chiunque fosse disposto ad ascoltare.
Dal 2017 ha dato vita al Festival I Bemolli sono Blu, la celebre rassegna musicale a Viterbo, portando i grandi interpreti della musica da camera e sinfonica nella Tuscia.
Chi ha avuto il privilegio di conoscerlo o di lavorare al suo fianco ne ricorda prima di tutto il sorriso accogliente e la signorilità innata. Sandro De Palma non era solo un docente generoso con i suoi studenti; era un mentore capace di ascoltare, di incoraggiare i giovani talenti senza mai imporre se stesso, insegnando loro non solo la tecnica, ma la responsabilità morale dell'essere artisti.
La sua umanità traspariva in ogni gesto: nella pazienza delle sue masterclass, nel garbo delle sue conversazioni, nella profonda empatia con cui si accostava alle storie degli altri. La musica, per lui, era l'estensione naturale di questo profondo rispetto per la vita e per le persone.
La sua discografia include storiche incisioni di Muzio Clementi (tra cui il Gradus ad Parnassum, che gli è valso il 20° Premio della Critica Discografica Italiana), di Johannes Brahms, Domenico Cimarosa, Domenico Scarlatti e Francesco Cilea e tutto questo materiale prezioso rappresenta parte della sua importante eredità, denso di pathos e della grazia, sua cifra stilistica ed esistenziale, che hanno contraddistinto ogni sua attività.
Il Maestro Sandro De Palma ci lascia oggi una grande lezione quella di considerare la vera arte come uno strumento indispensabile per far risplendere chi la esegue ed illuminare chi la riceve. La musica come luce, per una società, che oggi più che mai ha bisogno di essere guidata dalla Bellezza.
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