Torna nel 2026 il Proceno Musica Festival, giunto alla seconda edizione, con un programma che - attraversando epoche, generi e linguaggi diversi- spazia dalla musica barocca alla grande tradizione strumentale, dalla musica da camera alla coralità, dal jazz swing al teatro musicale, fino alle contaminazioni con la musica popolare e alle riletture contemporanee della tradizione.
Due mesi di appuntamenti, tra settembre e ottobre, che proseguono idealmente gli Itinerari Musicali Francigeni (il cartellone di giugno e luglio dedicato ai giovani interpreti e ai nuovi talenti) e confluiscono nel progetto unitario “Itinerari Musicali Francigeni On Proceno Musica Festival” con l’obiettivo di consolidare Proceno come luogo d’incontro tra musica, patrimonio, territorio e comunità.
“La musica è uno strumento straordinario per valorizzare Proceno e il suo patrimonio, creando nuove occasioni di incontro e di conoscenza del territorio”, ha sottolineato Roberto Pinzi, sindaco di Proceno-. Il Festival va proprio in questa direzione, facendo della cultura una parte viva della comunità”.
La kermesse nasce infatti dall’idea che la musica possa essere non soltanto spettacolo, ma anche uno strumento per leggere e raccontare i luoghi. Un viaggio attraverso secoli di storia musicale che trova nella Via Francigena la propria naturale metafora: un percorso fatto di incontri, attraversamenti, contaminazioni e soste, nel quale culture diverse si incontrano senza perdere la propria identità.
In questa prospettiva, “il Festival è anche un modo per mettere in rete energie e competenze locali e far vivere il paese attraverso la cultura -ha aggiunto Massimo Pelosi, presidente della Cooperativa di Comunità Proceno-. È un progetto che appartiene al territorio e che può contribuire a renderlo sempre più aperto e partecipato''.
Gli strumenti e le voci diventano così un ponte tra epoche e culture differenti: dagli strambotti e dalle frottole del primo Rinascimento alle polifonie mature, dalle songs inglesi alle arie barocche, fino alle villanelle e alle storie cantate della tradizione italiana ed europea.
Domenica 13 settembre sarà la volta de “La voce del violoncello”, con Gianluca Giganti, primo violoncello solista del Teatro di San Carlo di Napoli, in duo con la giovanissima Francesca Giganti. Due capolavori, la Sonata op. 69 di Beethoven e la celebre Sonata di Schubert originariamente concepita per l’arpeggione, permetteranno di attraversare due momenti fondamentali della storia della musica da camera, quando il violoncello conquista progressivamente una nuova centralità espressiva e una piena dignità nel dialogo con il pianoforte.
Sabato 19 settembre sarà protagonista l’Insieme Strumentale di Roma, ensemble “in residenza” degli Itinerari Musicali Francigeni, diretto da Giorgio Sasso, con “Aspetti bachiani”. Il programma mette in luce la duplice anima di Johann Sebastian Bach: la profonda spiritualità delle sue pagine sacre e la brillante eleganza della sua produzione strumentale. Il percorso unirà due celebri cantate, Ich habe genug e Jauchzet Gott in allen Landen, alla Suite n. 2 in si minore, offrendo un equilibrio particolarmente suggestivo tra vocalità, spiritualità e virtuosismo strumentale.
Domenica 20 settembre arriverà uno degli appuntamenti più attesi della rassegna: “Ma quanti capricci, Ser Niccolò”, con l’esecuzione integrale dei 24 Capricci di Niccolò Paganini, affidata a Vincenzo Bolognese, primo violino solista dell’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma. I Capricci, pubblicati nel 1820 e divenuti nel tempo una vera summa del virtuosismo violinistico, rappresentano una sfida tecnica e interpretativa di straordinaria complessità. La loro influenza ha oltrepassato il repertorio violinistico, ispirando compositori come Schumann, Liszt, Brahms e Rachmaninov.
Sabato 26 settembre la coralità incontrerà lo swing con “On the Swing Side”, che accompagnerà il pubblico nell’ottimismo dello swing, dalle grandi orchestre degli anni Trenta e Quaranta al secondo dopoguerra, attraverso melodie che hanno accompagnato la voglia di vivere, cantare e danzare.
Domenica 27 settembre, con “8 Venti e Infiniti Canti”, la musica etnica mediterranea sarà riletta in chiave contemporanea attraverso composizioni originali, poliritmie, linguaggi etno-jazz, strumenti acustici ed elettronica. Un viaggio tra lingue, dialetti e tradizioni – dal salentino al corso, dall’ebraico antico al pomak e al ladino sefardita – nel quale il Mediterraneo diventa luogo simbolico di incontro tra popoli.
Ad arricchire l'offerta culturale saranno inoltre due esposizioni d’arte, curate da Antonio Giordano, negli spazi di Palazzo G.A. Sforza. Fino al 27 settembre saranno visitabili Signa in Terris di Mimmo Di Laora e Armonie Cosmiche di Paolo Di Nozzi, progetto che attraverso la scultura crea un suggestivo dialogo tra materia, forme e universo. Il Palazzo diventa così un ulteriore luogo d’incontro tra musica, arti visive, storia e contemporaneità.
Il programma di ottobre si aprirà sabato 3 “L’Arco e le Pietre”, spettacolo teatrale e musicale, produzione originale di Cesare Del Prato per coro, archi e attori. Liberamente ispirato a un grande capolavoro della letteratura del Novecento, lo spettacolo costruisce, attraverso la relazione tra due personaggi di generazioni diverse, una riflessione sul senso dei luoghi, sull’abitare e sulle relazioni che tengono insieme la vita degli uomini. Il viaggio attraverso città e luoghi immaginari diventa così un viaggio nell’esperienza umana, in cui teatro, musica dal vivo e dimensione corale concorrono a creare un racconto sospeso tra memoria e presente.
Domenica 4 ottobre il Festival accompagnerà il pubblico “Da Venezia a Madrid”, in un percorso musicale tra due grandi capitali della cultura europea, attraverso repertori e linguaggi che testimoniano la ricchezza degli scambi artistici tra Italia e Spagna.
Sabato 10 ottobre sarà protagonista il teatro musicale con “Quanno a tordi e quanno a grilli”, firmato da Cesare Cesarini. In circa 75 minuti, tre attori-cantanti attraverseranno la storia dell’alimentazione romana dalla fine del Settecento ai nostri giorni attraverso i versi di Giuseppe Gioachino Belli, Cesare Pascarella e Trilussa. Ironia, musica e tradizione restituiranno un mondo fatto di osterie, personaggi, voci e situazioni, mostrando anche le profonde differenze sociali raccontate attraverso il cibo.
Domenica 11 ottobre la coralità sarà al centro di “Missa Pontificalis II”, dedicata alla musica sacra di Lorenzo Perosi, una delle figure più importanti del rinnovamento della musica religiosa italiana del Novecento. La Missa Secunda Pontificalis, con la sua sintesi tra canto gregoriano, polifonia rinascimentale e sensibilità moderna, restituirà al pubblico una pagina di intensa spiritualità, nella quale la musica si fa preghiera e meditazione.
Sabato 17 ottobre tornerà a Proceno Lucia Napoli, protagonista di “Salve Regina”, un affascinante confronto tra tre grandi pagine della musica sacra settecentesca, firmate da Alessandro Scarlatti, Domenico Scarlatti e Giovanni Battista Pergolesi, incastonate tra due Concerti Grossi di Arcangelo Corelli.
Domenica 18 ottobre sarà la volta di “Contrattempo”, un progetto dedicato al jazz e al significato stesso della parola che ne dà il titolo: uno spostamento, un’imprevedibilità, un andare contro il tempo e talvolta controcorrente. Attraverso coro, soprano solista, sax, flauto, contrabbasso e pianoforte, il programma attraversa figure e momenti della storia del jazz, da Charlie Parker a Louis Armstrong.
Venerdì 23 ottobre il Festival dedicherà un appuntamento speciale alle giovani generazioni con “Prima la musica, poi le parole”, una lezione-concerto rivolta alle alunne e agli alunni dell’Istituto Comprensivo Leonardo Da Vinci di Acquapendente, nella convinzione che la formazione del pubblico e l’avvicinamento dei più giovani alla musica rappresentino una parte essenziale di qualsiasi progetto culturale.
Sabato 24 ottobre il Festival si concluderà con “Por los campos de España”, che guarda alla grande musica spagnola tra Ottocento e Novecento, partendo dalle Canciones Españolas Antiguas di Federico García Lorca e attraversando le opere di Enrique Granados, Isaac Albéniz, Manuel De Falla e Joaquín Rodrigo.
Il Proceno Musica Festival 2026 si propone così come un itinerario culturale nel senso più ampio del termine: un percorso nel quale la musica dialoga con la storia, il paesaggio, la letteratura, il teatro, le arti visive e le tradizioni.
Come la Via Francigena, anche la musica diventa una strada da percorrere, capace di mettere in relazione persone, generazioni e culture differenti. Proceno si conferma così non soltanto come luogo di passaggio, ma come luogo di sosta, di ascolto e di incontro, dove la musica può fermarsi e diventare comunità.
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