Via Francigena 2025: numeri in crescita e vocazione sempre più internazionale



La Via Francigena è spesso descritta come un'esperienza trasformativa che unisce storia, spiritualità e introspezione, definita spesso come un viaggio che cura l'anima e permette di riscoprire le radici europee. Ma i numeri parlano chiaro. La via Francigena è una realtà che va ben oltre. Nel 2025 infatti si conferma il suo momento d’oro. I numeri sono tutti in aumento e il cammino che collega l’Europa a Roma rafforza la propria identità contemporanea: un itinerario culturale capace di unire spiritualità, turismo lento e sviluppo territoriale.

Secondo i dati raccolti dall’Associazione Europea delle Vie Francigene (AEVF), il percorso non solo cresce in termini assoluti, ma si internazionalizza sempre di più: il 53% dei camminatori proviene dall’estero.  I numeri raccontano una geografia in movimento. Lungo il percorso si incontrano voci americane, francesi, tedesche, australiane, olandesi, spagnole, inglesi. Camminatori che arrivano da lontano per attraversare paesaggi italiani. E andando oltre la una semplice statistica possiamo affermare che la Francigena è ormai percepita come un grande cammino internazionale, al pari degli altri itinerari culturali europei. L’attrattività del tracciato italiano, in particolare tra Alpi, pianure e colline toscane,  si intreccia con un crescente interesse globale per il turismo esperienziale e rigenerativo.

La Via Francigena, storicamente tracciata dall’arcivescovo Sigerico il Serio nel X secolo lungo il suo viaggio da Canterbury a Roma, torna oggi quindi   a essere una vera arteria europea. 

Nell'analisi condotta dall’AEVF, un altro elemento chiave evidenziato  riguarda la distribuzione delle partenze durante l’anno. La Via Francigena si conferma un potente strumento di destagionalizzazione dei flussi turistici. Come viene fuori, il mese preferito per mettersi in cammino è settembre (19%). Subito dopo arrivano aprile (13%), maggio (12%) e ottobre (12%). Non domina l’estate piena, ma la stagione di passaggio. I mesi di spalla. Quelli in cui la luce è più morbida, i sentieri meno affollati, i ritmi più umani. Anche questo è un segnale culturale. Davanti al fenomeno di overtourism di cui soffrono le città d'arte, la Francigena contribuisce in modo concreto a decomprimere la pressoine ù dei flussi turistici, distribuendo le presenze lungo un arco più ampio dell’anno. I territori attraversati,  borghi, campagne, piccole città,  beneficiano in questo modo di un turismo più equilibrato, meno concentrato, più sostenibile.

La crescita del 2025 non è soltanto quantitativa. È il segno di una maturazione. Migliorano i servizi, si consolidano le reti territoriali, si rafforza la promozione internazionale. Ma soprattutto cambia lo sguardo con cui la Via Francigena viene percepita. Se nel Medioevo quindi  la meta era Roma e il senso era principalmente religioso, oggi la Francigena è diventata un’esperienza plurale. C’è chi cammina per spiritualità, chi per sport, chi per lentezza, chi per ricerca interiore. Il dato del 2025 racconta proprio questo: la capacità del percorso di parlare linguaggi diversi a pubblici differenti. In conclusione, camminare oggi sulla Via Francigena significa entrare in una storia millenaria e, allo stesso tempo, partecipare a una dinamica contemporanea in crescita di una realtà dinamica ed internazionale. 


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