Venerdì 5 dicembre il Museo Madre (via Luigi Settembrini 79) cambia veste per l’appuntamento Selecta, organizzato da Soul Express in collaborazione con il Collettivo Core che propongono la presentazione di «King Kong Magazine» dalle 19.00 alle 21.00 con il curatore Lorenzo Xiques e gli artisti Sara Leghissa, Dario Biancullo, Kobramulata e Wedding Scammer e, a seguire, la selezione musicale fino a mezzanotte di tre dj: lo spagnolo Jaime Fiorito ed i napoletani Carlo Martino e Curcio.
CORE, Il collettivo nasce negli spazi del Museo Madre per creare intrattenimento con workshop, eventi e laboratori artistici.
King Kong è una piattaforma dinamica che mette in mostra artisti innovativi del mondo dell’arte, della moda, del cinema, della musica e della letteratura, dimostrando la loro capacità di rispondere ad idee ed eventi che plasmano l’esperienza contemporanea.
Il Collettivo Soul Express nasce nel 2015 come piattaforma di aggregazione culturale, musicale e sociale, con l’obiettivo di trasformare la scena giovanile in un territorio di ricerca viva e di sperimentazione continua.
Selecta non è un semplice format, ma un ecosistema: un luogo dove idee, persone, discipline e linguaggi si incontrano e si contaminano, mantenendo sempre una forte identità locale e una visione internazionale.
La volontà è quella di creare centri di sperimentazione giovanile capaci di accogliere dinamiche creative, artistiche e sociali differenti, tutte, però, legate da un filo comune: valorizzare l’identità del territorio e darle una voce contemporanea.
Nei circuiti culturali proposti da S-ex, i luoghi storici e simbolici della città diventano attivatori: spazi che non si limitano a custodire la memoria, ma che si reinterpretano e si aprono alla comunità come laboratori vivi.
L’energia giovanile — numerosa, curiosa, irriverente quando serve — entra in dialogo con la dimensione istituzionale, rafforzando una nuova consapevolezza del patrimonio culturale. Non una fruizione passiva, ma un’esperienza dinamica e partecipata, capace di restituire senso, centralità e nuova vitalità ai luoghi del sapere.
In questa visione, gli eventi non sono prodotti finiti ma motori di relazioni, incubatori di nuovi saperi e nuove professionalità, strumenti per costruire una comunità più attenta, più inclusiva e più informata.
La cultura torna così ad essere un processo che si vive, si ascolta e si costruisce insieme — anche con un pizzico di sana follia creativa, perché senza quella non nasce mai nulla di davvero nuovo.
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