Il respiro di un'intera città: la notte in cui Viterbo sfida la gravità per la sua Rosa




di Milena Borsacchi)---A Viterbo c'è una notte unica e ha una data fissa, scolpita nel cuore di ogni cittadino. E' il 3 settembre. Quando le luci del centro storico si spengono di colpo, un brivido collettivo attraversa la folla oceanica ammassata nelle vie medievali. Poi, dal buio, sorge una torre di luce monumentale alta 33 metri, sospesa sui passi di cento uomini. È il Trasporto della Macchina di Santa Rosa, un rito che unisce fede, ingegneria e uno sforzo umano così straordinario da essere protetto dall'UNESCO come patrimonio immateriale dell’umanità.

Ma per capire perché una città intera decida, ogni anno, di sfidare le leggi della gravità, bisogna riavvolgere il nastro del tempo fino al XIII secolo, al centro della storia  della Tuscia.
La fanciulla che sfidò l'Imperatore
La storia d'amore tra Viterbo e la sua Santa patrona  comincia nel 1233 quando Rosa nacque da Giovanni e Caterina Da piccolina Rosa volle entrare nelle clarisse, ma fu respinta a causa della sua salute precaria. 
Da studi recenti è emerso che soffrisse  anche di  una rara patologia, la pentalogia di Cantrell, caratterizzata da una mancanza congenita dello sterno, che normalmente porta a morte durante la primissima infanzia. Comunque sia,  dopo una guarigione miracolosa entrò nel terz'ordine francescano e secondo la spiritualità di san Francesco d'Assisi visse la misericordia nell'opera di riconciliazione tra persone e famiglie.  
Rosa non è però una mistica reclusa nel silenzio di un chiostro; è una ragazza del popolo, giovanissima e determinata, che vive in un'epoca di laceranti conflitti politici. Viterbo è stretta nella morsa dello scontro tra il Papa (Guelfi) e l'Imperatore Federico II di Svevia (Ghibellini).
Rosa, mossa da una fede incrollabile e dal carisma della predicazione francescana, scende letteralmente in strada. Con il crocifisso in mano, contesta apertamente la fazione ghibellina, esorta i suoi concittadini alla pace e alla fedeltà alla Chiesa. La sua voce è così potente e scomoda da costringere le autorità a mandarla in esilio con la sua famiglia per ordine del podestà di Viterbo  e si rifugiò prima a Soriano nel Cimino, poi a Vitorchiano. Secondo le fonti storiche, rimane miracolosamente incolume tra le fiamme anche in un'occasione.  Predisse poi la morte dell'imperatore Federico II e quando questa avvenne, tornò a Viterbo. Nel 1251, Rosa da Viterbo morì all'età di soli 17 anni,  ma il suo segno sulla città è ormai indelebile. Nel 1258, Papa Alessandro IV ordina la traslazione del suo corpo incorrotto dalla Chiesa di Santa Maria in Poggio al monastero delle Clarisse (l'odierno Santuario). È proprio la rievocazione di quella solenne processione che, nei secoli, si è trasformata nel miracolo visivo a cui assistiamo oggi.

Il programma del rito: i giorni del fuoco e della memoria
Le celebrazioni di Santa Rosa non si esauriscono in una sera, ma sono il culmine di un crescendo emotivo che paralizza e, nello stesso tempo, rigenera la città.
Tutto incominicia con il  preludio dei piccoli (1 settembre). Secondo la tradizione che si tramanda,  il  trasporto d'avvio è quello della Mini-Macchina, portata a spalla dai facchini di domani  (bambini e ragazzi, e in alcuni gruppi anche bambine) lungo le vie del centro storico. Questo 58esimo trasporto porta con sè un ricco calendario di festeggiamenti e appuntamenti dall'1 al 3 settembre.  
Si passa poi al Corteo Storico del 2 settembre  con il cuore della patrona, che è conservato ancora integro. Oltre trecento figuranti in abiti d'epoca, dai fasti medievali al Rinascimento, sfilano per le vie cittadine scortando solennemente il Cuore di Santa Rosa, in un legame di sangue e devozione che unisce passato e presente. Il corteo si muoverà  dalla cattedrale percorrendo piazza san Lorenzo, via cardinale Le Fontaine, via Cavour, piazza del Plebiscito,  piazza del Sacrario, via Marconi fino e a via santa Rosa. La processione si conclude nel santuario con il saluto e la benedizione del vescovo. 
Ma è la Notte del Trasporto (3 settembre, ore 21:00), il momento della verità. Quest'anno sfilerà "Dies Natalis", la splendida creatura architettonica ideata da Raffaele Ascenzi. Più di 5 quintali di arte e tecnologia illuminata a vivo, sollevati a spalla dai Facchini di Santa RosaE' da brividi assistere, quando le luci del centro storico di Viterbo si spengono, alle emozioni dei facchini. Alta è la tensione quando il  Capofacchino chiede ''Siamo tutti d'un sentimento?'' mentre rispondono in coro ''Sì!''. E l'acme si raggiunge nel momento in cui il capofacchino grida  ''Sotto col ciuffo! Sollevate e fermi!'' dando la mossa del Trasporto della Macchina. Li vedi mentre  sotto la struttura la sollevano di colpo sulle spalle prima di partire per il percorso  di oltre un chilometro. Un cammino sospeso tra vicoli strettissimi, rasentando i tetti delle case, fino all'epica, faticosa salita finale che conduce la Macchina davanti al Santuario della Santa. 
Chiude la Festa e la Tombola del 4 settembre. Il giorno ufficiale della ricorrenza, con le celebrazioni religiose nel Santuario e la storica estrazione della Tombola in piazza, che chiude i festeggiamenti in un clima di gioiosa comunità.
Più di una festa: l'anima di Viterbo
Cosa significa Santa Rosa per Viterbo? Ridurlo a un evento turistico o a una semplice manifestazione religiosa significa non aver mai guardato negli occhi un viterbese la sera del 3 settembre. La Macchina è l'identità stessa della Tuscia che si fa visibile. In quei cento Facchini, vestiti di bianco con la fascia rossa alla vita, si riflette lo spirito di una comunità intera: lo sforzo del singolo si annulla per diventare forza collettiva. Se un solo uomo cede, la struttura cade; se tutti camminano allo stesso ritmo, l'impossibile diventa realtà. Per Viterbo, Santa Rosa è il Capodanno dell'anima, il momento in cui ci si riconosce fratelli, uniti sotto lo sguardo protettivo di quella "bambina" che sette secoli fa insegnò alla città a non avere paura.

INFORMAZIONI
La diretta del Trasporto della Macchina di Santa Rosa avrà inizio alle ore 20,50 e andrà in onda sull’emittente televisiva nazionale TV2000, canale 28 (digitale terrestre), sul canale Sky 157 e canale 18 di TivùSat.
In streaming sulla app https://www.play2000.it e sul sito https://www.tv2000.it/streaming/ .
La diretta è curata da Provideo e sarà condotta da Enrico Selleri in studio e dalla giornalista Cristina Pallotta sul percorso. Diretta anche sui canali social del Comune di Viterbo, con inizio a partire dalla ore 20. Sarà pertanto possibile seguire il Trasporto della Macchina di Santa Rosa sulle pagine istituzionali Facebook Comune di Viterbo Informa, Visit Viterbo e sul canale YouTube del Comune di Viterbo.
Sulla pagina Fb Comune di Viterbo Informa ci sarà la possibilità di seguire la diretta anche con interprete Lis.

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