La mostra di fotografia dinamica di Tiziano Ionta, in esposizione nel Sottopasso di Piazza Crispi a Viterbo
Il rapporto tra l'uomo e la scena, tra l’attimo e l’eterno, è il focus attorno a cui si sviluppa la mostra fotografica di Tiziano Ionta, allestita dall’1 al 30 settembre nello spazio espositivo del Sottopasso di Piazza Crispi a Viterbo.
La seconda personale dell’artista, che si distingue dalla precedente dedicata allo straordinario reportage sul Giubileo dei Giovani, concentra la propria ricerca sull’estrapolazione della dimensione soggettiva racchiusa nello scatto fotografico, capace di dare respiro all’infinito.
Le opere di Ionta ci invitano quindi a riflettere sul potere della fotografia: quello di sottrarre un istante al fluire del tempo e renderlo eterno. Ogni scatto può essere interpretato come un mezzo per bloccare l'impermanenza, trasformando un momento transitorio in un'immagine che sfida la dimenticanza. È il concetto che va oltre il fermo immagine, ma diventa un atto poetico e filosofico: la macchina fotografica non si limita a registrare la realtà, ma la sottrae alla morte del tempo per consegnarla all'eternità.
A dare corpo e sostanza a questo viaggio attraverso le immagini, la sua esperienza nella street photography dall’energia travolgente del Fringe Festival di Edimburgo all'intensità del Festival del Mimo di Avignone, che hanno affinato la capacità di Ionta nel cogliere l’autenticità dell'umano attraverso la cristallizzazione del momento, dell'attimo che non ritorna. Un talento sviluppato anche lavorando al fianco di figure leggendarie come Marcel Marceau e Lindsay Kemp. Fondamentale la sua ricerca nel Teatro Sperimentale e di Avanguardia, dove l'incontro tra innovazione e tradizione si sono condensate in una potente forma di narrazione visiva.
In oltre trent’anni di attività nei principali teatri italiani, ha immortalato innumerevoli spettacoli con lo sguardo del reporter, affinato durante le missioni in Bosnia e Palestina svolte per conto dell’UNICEF e del Vaticano.

Commenti
Posta un commento